giovedì, 11 ottobre 2007

Brughiera

Domenica 28 ottobre a Lonate Pozzolo, ore 16.00 verrà presentato un nuovo volume di Franco Bertolli e Luciano Turrici, "Via Gaggio: natura e storia nella brughiera tra il Ticino e la Malpensa" (Ed. Aretè, Briosco). L'appuntamento si terrà Sala Ulisse Bosisio presso il Monastero di San Michele in via Cavour 21. Il libro è già in vendita nelle edicole di Lonate Pozzolo e nelle librerie Mondadori e Carù a Gallarate, Boragno a Busto Arsizio, Tarantola a Sesto Calende, Libreria del Corso a Varese, Girapagina a Oleggio.

Il volume, dedicato alla memoria di Luigi Zaro, la cui scomparsa è stata lo stimolo per mettere su carta le idee e le informazioni raccolte in una vita, conduce il lettore attraverso le vicende storiche e ambientali della zona del Gaggio, un patrimonio che va salvato. La strada del Gaggio è una via di comunicazione, ancor oggi esistente, che per secoli ha permesso scambi tra le antiche popolazioni. Questa via costituiva il percorso più breve per giungere al Ticino da Lonate, ed era pertanto una via importante, assieme alle strade che partivano da qui per arrivare a Castano e Milano. La zona del Gaggio attualmente è una delle ultime appendici di brughiera presenti a Lonate Pozzolo, fra i prati irrigati dalla Roggia Molinara, e i primi insediamenti industriali di fine Ottocento sorti a Tornavento. Ma oggi anche minacciata dalla terza pista di Malpensa.

 

Il libro analizza in modo preciso le presenza antropiche e naturali della zona. Purtroppo sull’intera area sono presenti piante infestanti, come il prunus erotina e la robinia, che tendono a soffocare la vegetazione autoctona originaria e a nascondere i reperti esistenti. Su via del Gaggio e lungo il corso del Ticino infatti, sono presenti, proprio come fosse un museo all’aperto, alcuni antichi manufatti: delle macine, un paraschegge, un idrometro, anche conosciuto come Ticinometro, che nel passato è servito per misurare il livello delle acque del fiume.

 

Tutto questo è quello che gli autori cercheranno di raccontare, partendo dai tempi in cui la via del Gaggio non era che un viottolo sassoso, parlando poi del suo massimo splendore, e infine del suo recuper ad opera di un manipoli di testardi amanti della nostra terra d'Insubria... (CdS)

postato da: contedelseprio alle ore 12:58 | Permalink | commenti
categoria:presentazione, conferenze, malpensa, ticino, insubria, seprio